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L'AI è già in azienda, ma su account personali e senza regole. Serve sapere chi la usa, per cosa e con quali dati.
ChatGPT e Claude sono già entrati in molte aziende, spesso con account personali e senza regole comuni.
AI di squadra li porta su account aziendali, li collega ai documenti dell'azienda e forma le persone sulle attività di ogni giorno.
L'AI è già in azienda, ma su account personali e senza regole. Serve sapere chi la usa, per cosa e con quali dati.
L'obiettivo è portare l'AI in tutto il team, non solo a chi è già curioso. Servono strumenti configurati e persone formate sulle attività reali.
Account da gestire, accessi da revocare, dati da proteggere. Una configurazione aziendale, fatta una volta e nel modo giusto.
I problemi più frequenti quando l'AI entra in azienda senza un metodo.

Preventivi, dati dei clienti e del personale finiscono in account privati, che l'azienda non vede e non può revocare.

Listini, procedure e modelli restano nelle cartelle. Lo spazio di lavoro aziendale li rende disponibili a tutto il team.

Ognuno scrive le richieste a modo suo e ottiene risposte diverse. Le istruzioni pronte rendono i risultati coerenti, nel tono dell'azienda.

Gli strumenti vengono acquistati ma restano poco usati, perché manca una formazione sul lavoro reale. Gli incontri partono dalle attività di ogni giorno.
Un pacchetto a prezzo fisso, in quattro fasi. Il prezzo si conosce al Check AI.

Un incontro per definire il reparto, le attività e i documenti di riferimento.

Account aziendali, regole d'uso, uno spazio di lavoro e tre istruzioni pronte, verificate su casi reali.

Due incontri da due ore sulle attività reali e un'ora dedicata ai primi mini-agenti, con modelli pronti.

Trenta giorni di assistenza e una verifica a sessanta giorni, con la proposta per il primo agente.
Con Confartigianato Umbria abbiamo guidato le aziende associate in un check AI sui processi, sviluppando agenti conversazionali su WhatsApp per raccogliere e strutturare dati operativi in automatico.

